Il Sodium Cocoyl Isethionate (SCI) è un tensioattivo anionico ottenuto per esterificazione degli acidi grassi del cocco con l’isetionato di sodio (2-idrossietansolfonato di sodio). La sua testa polare solfonato, legata alla catena grassa tramite un legame estere, gli conferisce un potere lavante vicino a quello dei solfati con un’aggressività nettamente minore verso la cheratina e la barriera cutanea. Insieme ai tensioattivi derivati da amminoacidi, come il Sodium Lauroyl Sarcosinate e il Sodium Cocoyl Glutamate, forma la famiglia dei detergenti delicati che oggi struttura gli shampoo professionali senza solfati.
Queste molecole non sono semplici sostituti «verdi» del Sodium Lauryl Sulfate (SLS). La loro delicatezza si spiega con la chimica: dimensione della testa polare, tipo di legame tra catena grassa e gruppo ionico, comportamento in presenza di calcio e magnesio. Hairswiss spiega qui cosa li distingue e come riconoscerli in una lista INCI.
Cos’è il Sodium Cocoyl Isethionate?
Lo SCI è una miscela di esteri dell’isetionato la cui catena grassa deriva dall’olio di cocco, prevalentemente in C12 (acido laurico) con frazioni da C8 a C18. Il componente principale, il Sodium Lauroyl Isethionate, ha formula C14H27NaO5S e una massa molare di circa 330 g/mol. Industrialmente si produce per esterificazione diretta degli acidi grassi con l’isetionato di sodio ad alta temperatura, ottenendo un solido bianco in polvere, scaglie o aghi.
La sua struttura combina due elementi:
- un gruppo solfonato (–SO3⁻), fortemente ionizzato su tutto l’intervallo di pH cosmetico, che assicura la solubilizzazione dello sporco;
- un legame estere tra catena grassa e testa polare, che allunga e idrata la parte idrofila e riduce la penetrazione del tensioattivo negli strati proteici.
Questo legame estere impone un vincolo di formulazione: si idrolizza in ambiente fortemente acido o alcalino. Lo SCI viene quindi formulato in un intervallo vicino alla neutralità, tipicamente tra pH 5 e 8, adatto agli shampoo per capelli colorati e sensibilizzati.
Cosa sono i tensioattivi da amminoacidi?
I tensioattivi da amminoacidi sono N-acil amminoacidi: una catena grassa è legata tramite un legame ammidico all’azoto di un amminoacido, il cui gruppo carbossilato diventa la testa anionica. I due più usati in acconciatura sono:
- il Sodium Lauroyl Sarcosinate, derivato dalla sarcosina (N-metilglicina), con formula C15H28NNaO3 e massa molare di circa 293 g/mol;
- il Sodium Cocoyl Glutamate, derivato dall’acido L-glutammico, che porta due gruppi carbossilici e una testa polare più voluminosa.
Il legame ammidico è molto più stabile all’idrolisi del legame estere dello SCI. La testa carbossilato, invece, è debolmente acida: a pH basso una parte delle molecole passa alla forma protonata, meno solubile e meno schiumogena. Questi tensioattivi rendono al meglio tra pH 5,5 e 7 e raramente sono usati da soli come tensioattivo principale.
Perché questi tensioattivi sono più delicati dei solfati?
L’irritazione provocata da un tensioattivo dipende in gran parte dalla sua capacità di legarsi alle proteine e di denaturarle. L’SLS, con formula C12H25NaO4S (circa 288 g/mol) e concentrazione micellare critica vicina a 8 mmol/L a 25 °C, ha una piccola testa solfato molto carica: i suoi monomeri liberi penetrano facilmente lo strato corneo e la cuticola, dove si legano alla cheratina ed estraggono i lipidi.
Lo zein test, basato su una proteina del mais insolubile in acqua, misura questa aggressività: più un tensioattivo solubilizza zeina, più denatura le proteine. Lo SCI, i sarcosinati e i glutammati solubilizzano molta meno zeina dell’SLS. La loro testa polare più voluminosa forma micelle più stabili, riducendo la concentrazione di monomeri liberi in grado di attaccare la fibra.
Sul capello questo si traduce in:
- un’estrazione più moderata dei lipidi di superficie, incluso lo strato di 18-MEA che garantisce l’idrofobicità della cuticola;
- un minore rigonfiamento della cuticola durante il lavaggio;
- una perdita ridotta di pigmenti sui capelli colorati, legata a una minore apertura delle squame.
Come si comportano in acqua dura?
La Svizzera ha molte zone con acqua dura, ricca di calcio e magnesio. I saponi classici (carbossilati di acidi grassi) vi precipitano come saponi di calcio insolubili, che opacizzano il capello. Lo SCI, grazie alla testa solfonato, tollera bene gli ioni bivalenti e ha un buon potere disperdente dei saponi di calcio: limita la formazione di depositi anche in acqua calcarea.
Sarcosinati e glutammati, nonostante la testa carbossilato, restano molto più tolleranti dei saponi, perché il legame ammidico e la catena dell’amminoacido modificano la geometria della testa polare. È uno dei motivi per cui vengono spesso associati allo SCI e a tensioattivi anfoteri (betaine, sultaine) nelle formule professionali.
Quali compromessi per il professionista?
I detergenti delicati non sostituiscono i solfati senza contropartite. Come spiega la nostra analisi delle formulazioni senza solfati, bisogna considerare tre limiti:
- Viscosità: SCI e sarcosinati non si addensano con il sale come lo SLES; i formulatori ricorrono a polimeri o esteri grassi, da cui una texture a volte più fluida o perlata.
- Schiuma: più cremosa e fine, ma meno voluminosa al primo lavaggio su capelli molto carichi di prodotti styling.
- Potere detergente: sufficiente per il lavaggio quotidiano, più limitato contro siliconi pesanti e resine filmogene; uno shampoo purificante occasionale resta utile.
In pratica, la maggior parte degli shampoo professionali associa più tensioattivi: un tensioattivo principale (solfosuccinato, olefin solfonato o SCI), un co-tensioattivo da amminoacidi e un anfotero. Questa sinergia abbassa l’irritazione complessiva della miscela, perché i tensioattivi delicati si inseriscono nelle micelle del tensioattivo principale e riducono la quantità di monomeri liberi. Il Sodium C14-16 Olefin Sulfonate è spesso la base di questi sistemi misti.
Quali shampoo professionali usano questi tensioattivi?
Il Nika Frozen Blonde Shampoo, disponibile su cliCHair.ch, illustra bene questo sistema a più detergenti delicati: associa Sodium Cocoyl Isethionate, Sodium Lauroyl Sarcosinate e Coco-Glucoside al Disodium Laureth Sulfosuccinate, senza solfati nella lista INCI. Sui capelli decolorati questa base limita l’estrazione lipidica e lascia al pigmento Acid Violet 43 il tempo di depositarsi sulla fibra per neutralizzare i riflessi gialli.
Il Liss Komplex Hydra Shampoo di Edelstein, che i professionisti svizzeri trovano su cliCHair.ch, utilizza Sodium Lauroyl Sarcosinate e Coco-Glucoside in associazione con il Sodium C14-16 Olefin Sulfonate, completati da cheratina e seta idrolizzate: un esempio di sistema misto in cui i tensioattivi delicati attenuano il tensioattivo principale.
Come riconoscere questi tensioattivi in una lista INCI?
- Isetionati: Sodium Cocoyl Isethionate, Sodium Lauroyl Methyl Isethionate. La presenza di Sodium Isethionate libero in fondo alla lista è normale: è un residuo di sintesi.
- Sarcosinati: Sodium Lauroyl Sarcosinate, Sodium Cocoyl Sarcosinate.
- Glutammati e altri amminoacidi: Sodium Cocoyl Glutamate, Disodium Cocoyl Glutamate, Sodium Cocoyl Glycinate, Sodium Methyl Cocoyl Taurate.
La posizione nella lista resta decisiva: un glutammato citato dopo il profumo, dietro un Sodium Laureth Sulfate in testa alla lista, non fa di uno shampoo un detergente delicato. È il tensioattivo principale a definire il profilo della formula.
Conclusione
Il Sodium Cocoyl Isethionate e i tensioattivi da amminoacidi devono la loro delicatezza all’architettura molecolare: una testa polare voluminosa, un legame estere o ammidico tra catena grassa e gruppo ionico e una scarsa tendenza a denaturare la cheratina. Per il parrucchiere sono la base logica del lavaggio di capelli colorati, decolorati o sensibilizzati, a condizione di leggerli nel loro contesto di formulazione e di prevedere uno shampoo purificante quando i depositi si accumulano.
